La prima volta la notai al nostro primo incontro, al tuo primo sorriso, mentre non capivo che ti eri messa in quell'angolo per non farti beccare a fumare. Che poi non è una macchia, è solo un segnetto più bianco. Imperfezione bellissima. La cercavo prima di baciarti, quando guardavo le tue labbra schiudersi, era diventata quasi familiare, come quel posto. Nell'uragano di sensazioni in cui mi sono consapevolmente buttato, stasera, quello è il dettaglio che non mi toglierò più. Il particolare che raccoglie tutta una vita, appesa a un sorriso che avevo quasi dimenticato.Non volevo leggerlo quel messaggio, perché temevo che non ci sarebbe stato scritto quello che speravo. Anche se è giusto così, anche se è vero che sono cambiato, anche se non è oggi che ho capito che quella macchiolina sul dente non l'avrei più cercata. Anche se sai già tutto, non ti potrai mai rassegnare, non ti potrai mai...arrendere. Anche se ti rendi conto perfettamente di essere patetico sebbene tutti, a modo loro, sono patetici in qualcosa.
L'ho letto, e adesso è deriva, frantumi di pensieri, immagini e sogni. Dolce deriva, perché è finito il tempo del dramma, dei messaggi da romanzo, delle lacrime amare. Quel che resta è la consapevolezza, di qualcosa che puoi dirti fortunato di aver vissuto, che non dimenticherai mai. La deriva, però, è deriva, ma ci vuole dignità anche nel perdersi, nell'ammettere che in fondo ci avevi sperato che rivederti potesse farla ritornare indietro nel tempo. Lo ammetto, ci speravo come un dannato. Ci speravo come non avevo mai sperato nient'altro prima.
La dolce deriva di immaginare ancora, di fare l'amore, come te lo raccontavo in quei messaggi un po' folli. La triste serenità di sapere che quelle fantasie, che erano nostre, le vivremo con persone diverse. Banale, patetico, straziante, ridicolo, umano. Questo è l'amore.
E questa è la mia anima, Ale, dipinto astratto a tinte scure, senza saperlo ne hai fatto un capolavoro.
Dolce deriva, che sempre deriva è, nell'oceano di una singola lacrima
Silenzio bagnato