mercoledì 14 settembre 2011

SEGNALIBRI DI LUCE

E invece eravamo proprio alle solite. Ma che importa in fondo? Un altro graffio. Cicatrici deboli. Superficiali. Ho provato a perdermi sul serio in riva all'Adda. Ci ho creduto, perché quelli come me va a finire che ci credono sempre, come spugne che assorbono e trattengono, che si portano dentro qualcosa di ognuno, collezionando ricordi e istantanee come immagini a rivestire le pareti della mente.. Resteranno appese... mentre la vita scorrerà sotto.
Non ci sono più tornato sulla riva, niente proiettili, niente cigni rossi in quel che in fondo è stato solo un breve e piacevole sogno, ma abbastanza intenso da pensare che tutto sommato ne sia valsa la pena. Un'altra pagina girata, prima del previsto, altro spazio, altri mari di pensieri spesso inutilmente circolari, ma sempre e comunque concentrici. Il centro è il segnalibro, e la data è il 16 di febbraio, la sera di Arsenal-Barcellona 2-1. Facilmente, la sera più bella della mia vita. Ci fu tutto, tutto ciò di cui uno come me ha bisogno per essere felice davvero. Non mi importava del calcio quella sera, ma il fatto che in quello stesso momento la mia squadra avesse vinto alla fine meritatamente contro il Barca... non credo potesse attribuirsi soltanto a una buona congiunzione e a un contropiede concluso in maniera magistrale da Arshavin. Così come assolutamente centrale fu il precipitare dei miei eventi quando, nella partita di ritorno, ovviamente siamo andati a casa. Allo stesso modo, quando la tua squadra ha appena incassato la sconfitta più pesante degli ultimi 110 anni, come puoi pretendere che le cose, a te, girino nel verso giusto...!?

Ma in fondo, ancora, chissenefrega.

L'Arsenal tornerà a vincere qualche partita nell'ennesima stagione insolente e anonima, io mi infilerò presto in un'altra piccola storia cariata, e tornerò a guardare l'autunno dalla mia panchina in Cadorna. La tabella dei contatti diventerà verde "fluo" come dice il Monte, riuscirò a prendere anche la rosa dei Giovanissimi della Gescal Boys e tutto, serenamente, tornerà alla normalità..
Il tuo segno, però, resterà sempre lì: a quella sera, e a quei giorni, tra le pagine del libro che ti ho regalato. Tu, che se davvero capiti qui ogni tanto sai benissimo che sto parlando di te. Tu, che senza nemmeno saperlo sei il riferimento più grande e luminoso che abbia mai avuto. La voce "amore", descritta sull'enciclopedia dei limiti. Nulla di malato, o di sbagliato. Al contrario, senza dubbio il sentimento più onesto del quale sia mai stato capace..
Desiderare che tu possa essere felice..

"Ma dimmi tu non è meglio così?
immaginare ed illudersi sempre...
qui ad aspettare qualcosa o niente...
qui ad aspettare un no o un sì...
che in ogni caso sarebbero fine...
"

Qual è in fondo la parte migliore, se non lasciare che i desideri diano un significato alla tua vita. Il senso sta tutto lì, nel rincorrerli, per quanto possa farti male. L'attesa, la ricerca, lo sforzo.. e i sogni. Nulla è più importante dello spazio che ancora ti separa da loro. Tutto questo non finirà mai.. e da una parte è meglio così...