Cinque minuti di solitudine, di calma notturna che anestetizza il fracasso dei pensieri. Un istante di pace, mentre ti allontani, poi di nuovo in macchina, lungo quella strada che per me non è più solo una strada ormai. Mezz'ora di viaggio, i fari che scivolano fra un paese e l'altro in questa notte strana. Scorre la strada, e con lei il film delle ultime dolci, e insieme difficili settimane: ascolto l'ansia, sorrido alla tenerezza, cullo il sogno più doloroso e intenso mai fatto. Come mi sento, non lo so, ma che cosa devi fare, quando giusta è la persona ma sbagliato il momento, me l'hai fatto capire tu, di nuovo piccola. Mi sono illuso che fosse facile, come darti un bacio, senza cattiva fede, forse con superficialità, ma anche stavolta ho imparato qualche cosa, una lezione che ripasso nella mente mentre torno a casa."E ti senti più grande del mare... e ti senti ancor meno di niente"
Ha oscillato pericolosamente negli ultimi tempi, il cuore, senza mezze misure. Adesso però è necessario trovarlo un equilibrio tra la voglia di stare con te, e la necessità di lasciarti vivere una vita che hai appena ripreso in mano. Penso a te, e a questo, mentre la notte e il silenzio accompagnano il mio ritorno, penso a quant'è difficile, ma anche che non posso crollare proprio adesso. Inutile pensare a "come sarebbe stato se", la realtà è un groviglio di fili di quelli che ci passi ore a sbrogliare, di quelli che se perdi la calma e provi a usare la forza, si annodano ancora di più. Servono pazienza, e soprattutto lucidità.
Scrivere mi aiuta a scaricare la tensione, così come guidare, piangere, e a volte pensare. C'è una calma nuova qui, fa quasi paura se ti fermi ad ascoltarla, ma allo stesso tempo ha qualcosa di confortante e bellissimo...
...perché c'è qualcosa per cui vale la pena di combattere finalmente...senza andare all'arrembaggio.
